Zio Tungsteno. Ricordi di un’infanzia chimica di Oliver Wolf SACKS

Libro malinconico.   

L’autore ripercorre la sua infanzia intrecciando i ricordi di luoghi e persone con i ricordi della sua grande passione la chimica.

Nato da genitori medici, ebrei inglesi, benestanti nel 1936 inizia a narrarci dei suoi intraprendenti nonni scappati dalla Russia, dei suoi innumerevoli zii, tutti con un notevole bagaglio di studi scientifici e notevole spirito di iniziativa.

Soprattutto si sofferma sul personaggio di suo zio Dave, zio tungsteno, che ha una fabbrichetta di lampadine cui si dedica con la passione di imprenditore e soprattutto di studioso.

Nei primi capitoli del libro si respira l’aria della famiglia e della comunità ebraica londinese dell’anteguerra .

Molto triste il capitolo del trasferimento nella scuola istituita nel Middle England per i bambini londinesi.

In tutto il libro i ricordi personali si legano ai ricordi degli esperimenti e degli studi di chimica intrapresi dall’autore durante la sua adolescenza.

E sebbene l’autore ci parli del suo senso di sicurezza trovato nell’affrontare la chimica e del suo entusiasmo di fronte a fenomeni fisici e chimici nuovi non ci sentiamo mai entusiasti.

Curiosità apprezzamento per gli esperimenti descritti e gli studi affrontati nascono ogni momento nel lettore ma non si trasformano mai in pieno coinvolgimento o in entusiastica ammirazione.

 Tutto il libro è pervaso da una vaga tristezza.

E’ penoso pensare quanto l’esperienza infantile dei 3 anni trascorsi in una scuola allestita durante la guerra nel Middle England per bambini londinesi abbia potuto segnare l’autore tanto da averne, davvero, cambiato il carattere allegro e spensierato al punto da renderlo malinconico per tutta la vita.

Il libro ripercorre anche la storia della chimica intrecciando ricerche e aneddoti degli scienziati per l’autore più significativi con la descrizione di esperimenti, di particolarità di varie sostanze e di fenomeni chimici e fisici

Il libro può costituire un approccio allo studio delle Scienze da parte di chi come me ne è incuriosito.

Però nonostante gli interessanti temi: scienza, vita reale a cavallo delle guerre, nonostante la bravura stilistica narrativa dell’autore la malinconia che pervade il libro ne limita il piacere della lettura e non ci permette di entusiasmarci.

Trama su Wikipedia

         Voto 8, peccato perché sarebbe stato da 10

Da approfondire:

Spostamento elettrochimico

Protezione catodica

Pila di Daniel

Elettrolisi

Campanello elettrico

CRC handbook of physic and chemistry

Spettroscopio

Luminescenza, Fluorescenza, Fosforescenza

Rocchetto di Ruhmkorff

Respirazione crostacei con emocianina che contiene rame ed è verde azzurra

Jim al Khalili LA FISICA DEL DIAVOLO

Libro interessante e dalla prosa piana.

Devo rilevare però che per quanto le spiegazioni siano semplici la materia è ostica.

L’autore in questo libro si propone di affrontare i paradossi della fisica e di darcene spiegazione.

Nel preambolo è spiegato cosa sono i paradossi e i tipi di paradosso.

Notevole e la storiella dello scozzese che si sposta a vivere in Inghilterra sembra impossibile ma in questo modo aumenta il quoziente di intelligenza sia in Inghilterra sia in Scozia.

Infatti se gli scozzesi sono molto molto più intelligente degli inglesi basta che un solo scozzese si trasferisca in Inghilterra a far aumentare la media del quoziente di intelligenza inglese e d’altra parte solo il più stupido degli scozzesi può pensare di trasferirsi in Inghilterra  e se questo avviene automaticamente aumenta la media del quoziente di intelligenza scozzese.

All’inizio del libro vengono affrontati paradossi semplici e l’autore con le sue spiegazioni riesce ad illustrarceli e a farceli comprendere.

Le difficoltà sorgono addentrandosi nel libro.

Teoria della relatività e fisica quantistica sono gli ambiti in cui vengono spiegati nuovi paradossi.

Di alcuni di questi, es. “perché di notte il cielo è buio?” ho capito il problema e la soluzione solo leggendo un lungo capitolo riassumibile in poche righe:

Perché l’universo è buio di notte se ci sono tante stelle che dovrebbero bastare per avere un cielo luminoso?

 Nonostante le più distanti abbiano una luce più fioca e non siano uniformemente distribuite dovrebbero essere comunque talmente tante da fare in modo che il cielo sia illuminato anche di notte.

Ciò non avviene perché l’universo è in espansione.

Ho faticato a seguire le spiegazioni, nonostante in tutto il libro non vi sia nemmeno una formula matematica e la prosa sia semplice e piacevole.

I paradossi affrontati sono il diavoletto di Maxwell nell’ambito del secondo principio della termodinamica ( l’energia passa da un corpo caldo a uno freddo e non viceversa).

Altri paradossi illustrati sono:

 il paradosso dell’ asta nel fienile, che affronta le problematiche del rapporto tra velocità e dimensione, il paradosso dei gemelli , in cui si spiega che cos’è il tempo è come il tempo rallenti con la velocità,

Il paradosso del nonno sulla possibilità di viaggiare nel passato ad una velocità maggiore della velocità della luce.

Il paradosso del diavoletto di Laplace che è talmente onnisciente da sapere tutto e da poter così per vedere tutto anche le sue stesse azioni.

In una condizione simile il futuro è deterministico o casuale?

Già la domanda è difficile e la spiegazione per quanto sia ben esposta è difficile da assimilare.

Anche il paradosso del gatto di Schrodinger nell’ambito della fisica quantistica è di difficile comprensione.

Cosa accadrebbe se all’interno di una scatola ermeticamente chiusa mettessimo  un gatto con un piccolo quantitativo di materiale radioattivo che ha la bassa percentuale di decadimento tanto che nel giro di un’ora un solo atomo ha il 50% di probabilità di decadere ed emettere particelle.

In questo caso l’emissione sarebbe rilevata da un contatore Geiger presente nella scatola che a sua volta è collegato a un martelletto che romperebbe una fiala di acido cianidrico anch’ essa nella scatola e questo provocherà la morte del gatto.

Nell’ambito della fisica quantistica le particelle possono essere descritte solo in termini di probabilità per cui  si ammette che una particella è allo stesso tempo decaduta e non decaduta per cui è impossibile anche in termini probabilistici sapere come si ritroverà il gatto quando apriremo la scatola.

L’unica cosa chiara in questo paradosso è che la fisica quantistica è molto importante e per quanto possa sembrare assurda bisogna studiarne un poco.

Conclusioni Jim al-Khalili è un bravo divulgatore scientifico in molti punti riesce a suscitare la curiosità e sicuramente non ha scritto un libro noioso.

Il libro e comunque in alcuni capitoli è di difficile comprensione perché come me non ha una cultura scientifica.

Mi ripropongo di leggere altri libri dell’autore.

Voto 6 e mezzo

LA SCIENZA DELLA PERSUASIONE Tali Sharot

TALI SHAROT

LA SCIENZA DELLA PERUASIONE

Libro interessante e da leggere.
Molto discorsivo illustra bene tutti gli argomenti trattati riportando esempi e molti studi effettuati.

E’ però disorganico e, anche se i singoli punti sono spiegati in modo semplice e chiaro ho faticato, a concatenarli tra loro.
Il titolo rispecchia e anticipa l’argomento principale del libro: come è possibile influenzare il comportamento altrui e, in particolare, mettere in luce gli errori che si compiono quando si cerca di far cambiare idea a qualcuno e ciò che avviene nei casi in cui ci si riesca.

Le persone provano grande gratificazione quando riescono a comunicare agli altri i propri pensieri e chi comunica cerca di influenzare gli altri con le argomentazioni che presume siano le migliori perché ritiene che da queste egli stesso sarebbe facilmente convinto mentre bisogna usare le informazioni e i discorsi che fanno più presa sugli interlocutori.

È opinione molto diffusa che le convinzioni derivino dalla realtà dell’ambiente che ci circonda e che studi, dati e statistiche sono importanti per scoprire la verità si sottolinea che non bastano a cambiare le opinioni delle persone e sono quasi inutili se si vuole motivare all’azione.

Nel libro si rileva che sono i desideri ad influenzare di più le nostre convinzioni e a questi dobbiamo appellarci se vogliamo produrre un cambiamento negli altri o anche i noi stessi.

Quindi l’idea principale del libro è che è più probabile far cambiare idea a qualcuno se cerchiamo di agire su: le convinzioni precedenti, le emozioni, gli incentivi, la capacità di agire, la curiosità, lo stato mentale e il comportamento altrui.

Ogni elemento viene analizzato in un proprio capitolo del libro.

Vediamoli:



1 Le convinzioni personali precedenti.


Le nostre convinzioni personali sono ben radicate in noi e costituiscono il nostro bagaglio personale e per tutti è difficile staccarsene anche quando sono state acquisite da poco.

Utilizzare evidenze come dati scientifici per convincere qualcuno a cambiare idea comporta un’ improbabile possibilità di riuscita.
Un’impostazione che assegni la priorità all’informazione e alla logica ignora le nostre motivazioni, le nostre paure, le nostre speranze e i nostri desideri.
Aggiungo, come mia opinione, che siamo portati ad usare dati ed ragionamenti logici per argomentare con gli altri perché fatichiamo un po’ di più a diventarne padroni per cui ci sembrano più validi.

Uno studio scientifico ha dimostrato che le persone trovano convincenti quei dati che rafforzano le proprie idee di partenza e valuta con occhio critico l’evidenza contraria e la grande quantità di informazioni disponibili anziché consentire alle persone di vedere entrambe le facce della medaglia può portare alla polarizzazione delle opinioni nei più svariati campi tanto più se come spesso avviene, si è esposti a informazioni e opinioni contraddittorie.

Inoltre può verificarsi il cosiddetto “effetto boomerang”: una persona che riceve informazioni che contraddicono la sua opinione può iniziare ad escogitare nuove contro argomentazioni che rafforzano la sua concezione di partenza.

Inoltre “Esiste un meccanismo, una rete di disinformazione che, nell’epoca dei nuovi media, può essere alimentata costantemente” notava già Obama nel 2010. Infatti nel mondo di oggi la facilità con la quale possiamo trovare dati e prove per screditare qualsiasi opinione e al contempo scoprire nuove informazioni a sostegno della nostra tesi non ha precedenti.

Inoltre ciò di cui non siamo consapevoli o a cui non badiamo è che spesso le informazioni ci vengono già filtrate e suggerite in base alle nostre convinzioni preesistenti soprattutto nel web.

Sorprendentemente degli studi hanno anche rilevato che le menti più preparate, con maggiori capacità analitiche, sono portate a distorcere i dati a seconda della propria opinione più di quanto facciano le persone dotate di minori abilità di razionalizzazione.
CONCLUSIONE: come fare per essere più convincenti?

Trovare argomenti in comune con l’interlocutori che facciano leva sui suoi stati d’animo.

Per riuscire a produrre un cambiamento dobbiamo individuare le motivazioni comuni e fare leva sulle emozioni per trasmettere il nostro messaggio.



2 Le emozioni


Discorsi racconti, film, canzoni e, oggi come oggi, anche i video possono potentemente influenzare le persone in quanto riescono a suscitare emozioni.
La struttura del nostro cervello è molto simile e le emozioni sono molto importanti per comunicare.

I nostri cervelli rispondono in modo simile alle emozioni altrui e a ciò che suscita emozioni.

Questo perché l’emozione è una forma di reazione del nostro cervello primitivo.

In una tribù primitiva l’emozione è importante per far conoscere agli altri cose importanti: esempio uno stato di paura trasmette velocemente agli altri membri del gruppo l’esistenza di un pericolo imminente.
L’ emozione favorisce l’attenzione di tutti nella stessa direzione generando uno stato psicologico simile che spinge le persone ad osservare ciò che ci circonda in modo simile e a comportarsi in modo simile.
Quindi non solo le emozioni hanno la caratteristica di diffondersi in modo molto rapido pressoché a tutti, ma fanno anche in modo che chi le avverte provi sensazioni simili a quelle della persona che le trasmette.

D’altronde nota l’autrice film e canzoni tendono ad essere più popolari quando riescono a suscitare emozioni.

In sostanza, nota l’autrice, le emozioni sono reazioni ad avvenimenti o a pensieri personali, si manifestano con espressioni del viso, del corpo e della voce, si trasmettono da una persona all’altra in modo pressocché istantaneo, portano importanti messaggi, suscitano sentimenti simili tra le persone spingendole a reagire sovente in modo simile.
Si esercita così un influsso non solo sullo stato d’animo di altre persone ma anche sulle loro azioni perché l’umore influisce sul comportamento. Nello stesso capito l’autrice, inoltre, osserva come anche tramite il web si possono trasmettere le emozioni.
È stato osservato come ad un tweet positivo e allegro seguono generalmente tweet positivi mentre a tweet tristi e negativi seguono probabilmente tweet negativi.

Viene riportato inoltre che nel 2012 Facebook ha manipolato i feed di oltre mezzo milione di persone in modo che alcuni vedessero numerosi post positivi e altri numerosi post e negativi quindi è stato riscontrato che gli utenti che vedevano più post positivi pubblicavano a loro volta messaggi positivi mentre chi vedeva più post negativi pubblicava a sua volta post negativi

CONCLUSIONE : le emozioni sono particolarmente contagiose esprimendo sentimenti modelliamo lo stato emotivo degli altri e così facendo è più probabile che le altre persone assumono il nostro punto di vista.

3 Incentivi


Citando Jeremy Bentham ( An introduction to the principles of morals and legislation ) l’autrice ci ricorda che ” dolore e piacere ci governano in tutto quel che facciamo in tutto quel che diciamo in tutto quel che pensiamo

Ecco quindi che da questa considerazione si deduce che per indurre gli altri all’ azione si debba usare il metodo del bastone e della carota cioè la paura di una punizione e la prospettiva di una ricompensa.

Però da uno studio si è dedotto che per motivare all’azione qualcuno è quasi sempre più efficace una piccola ricompensa immediata che la prospettiva di una punizione futura.

Per spiegare quanto sopra viene illustrata la legge dell’avvicinamento e dell’evitamento che dice che ci avviciniamo alle persone, agli oggetti e agli eventi che pensiamo ci facciano bene ed evitiamo quelli che pensiamo ci possano fare male anche se a volte ci sono casi in cui per raggiungere qualcosa bisogna temporaneamente allontanarsene.


Da ricerche fatte si è dimostrato che mentre gli animali sono portati a seguire sempre la legge di avvicinamento e di allontanamento l’uomo è portato a seguirla , ma può adattarsi con difficoltà a azioni che la contraddicono.
Dalla legge di avvicinamento e di allontanamento si può anche capire come la prospettiva di una ricompensa ci porta ad attivarci a compiere azioni in quanto per avere qualcosa bisogna agire mentre la paura di punizioni ci fa prendere naturalmente all’inazione a non far nulla in quanto spesso questa è la risposta migliore ad un pericolo.

Oltre a portare alcuni altri esempi di come piccole ricompense anche in termini di complimento siano più efficaci di pessime prospettive future secondo me è importante ricordare l’esempio fatto sulla raccolte fondi.
È stato osservato che sono più efficaci le raccolte che sono accompagnate da fotografie non troppo crude ma che mostrano prospettive di riuscita.

Molto spesso le fotografie con immagini impressionanti o molto tristi suscitano reazioni di angoscia e le persone tendono ad allontanarsene quasi subito.

CONCLUSIONE: quando noi ammoniamo gli altri a causa di possibili nefaste conseguenze future lo facciamo perché prevediamo ciò che può accadere in base al nostro ponderato giudizio. Questo metodo ci pare il migliore perché fatti e previsioni derivano dalla nostra analisi razionale e ci sembrano evidenti, ma non sempre si mostra efficace quanto il gratificare gli altri con vantaggi che otterrebbero seguendo il comportamento che noi proponiamo.

E’ inoltre importante l’immediatezza nella gratificazione. Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

Se si vuole però indurre all’inazione è bene prospettare grandi pericoli.


4 La possibilità di decidere

Le nostre paure in genere dipendono dalla nostra incapacità di avere il controllo della situazione quindi di poter decidere cosa sia meglio fare.
La perdita di controllo può dare una sensazioni di ansia e di stress.
Ad esempio la paura di volare si può collegare sia alla paura della altezza, che è una paura ancestrale collegata all’ incapacità di sapersi comportare in situazioni estreme, sia alla macanza di controllo sulla conduzione dell’ aereo.

Oltre casi dovuti alla paura, comunque, ci sono anche le sensazioni di frustrazione, rabbia e dispiacere quando ci viene tolto il controllo.
L’ autrice porta come esempio il pagamento delle tasse che risulta spiacevole per tutti ed è dovuto non solo al fatto che ci vengono tolti soldi, ma anche al fatto che non possiamo decidere quanti soldi ci devono essere tolti quando e come pagare e soprattutto non abbiamo voce in capitolo per decidere come verranno spesi : se fossimo obbligati a regalare la stessa cifra ad un’opera benefica a nostra scelta saremmo meno dispiaciuti.

Altro esempio è come tante persone preferiscano conservare soldi liquidi in casa perché il denaro quanto più è vicino tanto più sembra sicuro e
se si vuole indurre qualcuno a fare un investimento in un’azienda può essere utile dare la sensazione che l’investimento resti vicino sia senso fisico riferendosi alla sede dell’azienda o mentale riferendosi ad un settore che la persona conosce bene.

Inoltre le persone che credono di avere il controllo della propria vita in genere sono più felici e godono di una salute migliore in quanto il senso di controllo riduce ansia e stress che hanno effetti deleteri sul nostro organismo.

A volte però è necessario delegare le proprie scelte a qualcun altro o perché, magari, non si ha tempo o perché si reputa più conveniente farlo.

Si è osservato, comunque, che tutte le persone vogliono conservare sempre questo potere di delega e compiono sempre un analisi costi benefici sull’opportunità di delegare.

Dare alle persone la possibilità di scelta anche se solo ipotetica è sufficiente ad aumentare il loro senso di controllo e questo motiva le persone.
Dare ai figli maggiori della responsabilità o coinvolgere maggiormente i dipendenti nelle decisioni potrebbe accresce le loro motivazioni e la loro soddisfazione.
Quindi aumentare la percezione di controllo è un metodo efficace e poco costoso per migliorare la vita personale e professionale delle persone.
Attenzione però che a volte la scelta può essere complessa e impegnativa per cui le persone preferiscono non decidere.

CONCLUSIONI: per influenzare una persona e spingerla all’azione, per aumentare motivazione e adesione ai nostri progetti è meglio offrire un maggior senso di controllo, mostrare la prospettiva di espandere la possibilità di influire sul proprio ambiente.

Al contrario eliminare la sensazione della possibilità di agire provoca rabbia, frustrazione e resistenza.

ULTIMA CONSIDERAZIONE: l’impressione di aver fatto qualcosa in prima persona o di aver contribuito a realizzare qualcosa ci fa maggiormente apprezzare i risultati raggiunti e gli oggetti realizzati.


5 La curiosità

Quanto l’informazione e la ricerca di informazioni può influire sul nostro comportamento.
In linea di massima si può affermare che sapere è meglio di non sapere per cui le informazioni sono importanti quasi quanto l’acqua.

Le informazioni riducono la sensazione di incertezza, mentre le lacune ci mettono a disagio.

I titoli sui giornali e su internet sono pensati per creare lacune di conoscenza e accendere la curiosità cioè desiderio di sapere.
L’utilità dell’informazione è comunque un fattore importante che ne motiva la ricerca e per questo è bene mettere in evidenza l’utilità del messaggio che si vuole trasmettere.

Bisogna però osservare che le persone sono motivate non solo a ricercare soddisfazioni ma anche ad evitare dolori.

Anche semplicemente a credere di poter ottenere gratificazioni e di riuscire ad evitare dolore può renderci felici o tristi quanto gli eventi reali.
Questo spiega perché le persone cercano selettivamente informazioni che portino a convinzioni, sensazioni piacevoli ed evitino informazioni che possono dar luogo a pensieri piacevoli.

Le persone molto spesso evitano le brutte notizie e questo, è stato osservato, che avviene finché la situazione non diventa catastrofica.

A questo punto le persone cercano quanto più notizie possono trovare ho per cercare di porre rimedio o, più spesso, per adattarsi nel miglior modo possibile.

CONCLUSIONE: è importante sapere che se il messaggio è negativo molti preferiranno non ascoltarlo, se evidenzia mancanze di altre persone queste tenderanno a risentirsi.

 Conviene, allora, trasmettere informazioni in una luce positiva in modo da aumentare la probabilità che le persone vi prestino attenzione e se bisogna correggere qualcuno più che evidenziare gli errori si può evidenziare ciò che è necessario venga fatto per raggiungere dei buoni risultati.


6 Lo stato mentale in situazioni di stress e la capacità di superarlo


Come dimostra l’esperienza quotidiana si reagisce in modo diverso di fronte alla medesima informazione anche a seconda dello stato fisico.

Nel libro ci si limita allo stress e al buon umore.

Lo stress è la reazione che il corpo adotta di fronte ad una minaccia.
Sotto stress tutte le funzioni fisiologiche non urgenti vengono sospese ed il corpo concentra tutte le risorse per far fronte al pericolo.

Tutto questo può aiutare a affrontare e superare situazioni di pericolo, ma può spingere a reagire in modo eccessivo.

Chiaramente se stati di stress si susseguono tante volte lo stress può diventare cronico con un effetto deleterio sul nostro organismo.
In situazioni in ambienti in cui le persone sono a spesso sotto stress di indizi di pericolo vengono percepiti facilmente e spesso ingigantiti e qualsiasi tipo di notizia allarmante ha un forte impatto.

In genere in queste situazioni le persone hanno paura e adottano un approccio prudente per cui evitano i rischi.

L’ essere umano, però, anche sotto minaccia, anche in situazioni di stress, ha la capacità di riesaminare la situazione nella propria mente, di riponderarla, di cogliere aspetti diversi, anche quelli non legati al pericolo, e le opportunità presenti e, grazie a tutto ciò di riuscire a ribaltare una posizione sfavorevole.

Gli esseri umani hanno quindi la capacità di rivolgere la loro attenzione sui vari aspetti della situazione, non solo quelli collegati al pericolo, e di vincere le proprie reazioni automatiche.

Non solo gli stati negativi come lo stress cambiano il modo in cui le persone pensano e decidono, ma anche gli stati positivi possono influire sulle loro scelte.

Uno studio ha dimostrato che quando si verificano eventi positivi inattesi come la vittoria della squadra di calcio locale o una bella giornata di sole in inverno le vendite dei biglietti della lotteria aumentano.


CONCLUSIONE: ricordare che in stati emotivi diversi le persone focalizzano l’attenzione verso indizi e messaggi in modo diverso.


7 Le scelte degli altri


Siamo nati con una naturale predisposizione ad imparare da quanti ci circondano.

 L’ essere umano non impara solo dalla propria esperienza personale, ma anche dalle esperienze degli altri.

Tutte le nostre decisioni sono influenzate dal’ ambiente e sono di conseguenza influenzate dalle decisioni altrui.

Tutti , però, sono convinti di essere influenzati meno di quanto succeda alle altre persone e la cosa è impossibile in quanto non possiamo essere tutti influenzabili al di sotto della media.

Fondamentale desiderio umano è essere unici e ammirati e, a volte, questo desiderio di originalità ci spinge ad adottare scelte completamente diverse da quelle degli altri, ma, paradossalmente, la maggior parte delle volte, anche se ci piace vederci diversi, siamo invece veloci ad adottare le idee o le preferenze altrui.

Il nostro cervello segue la regola che ciò che è desiderato dagli altri ha probabilmente un valore e inconsciamente quando viene il momento di compiere una scelta quei segnali di valore vengono usati ai fini della nostra decisione.

Anche la semplice osservazione di opinioni, decisioni e azioni influenza le persone.

Istintivamente, quindi, siamo portati ad imitare le scelte altrui perché inconsciamente supponiamo che gli altri abbiano informazioni che noi non abbiamo trascurando il fatto che le scelte altrui possono dipendere da considerazioni che per noi possono non avere nessuna rilevanza.
Ad esempio spesso nel web una prima recensione/ valutazione positiva fa in modo che viene siano molte altre positive e in eguali modo per le negative.
Viene inoltre considerato che le persone osservano non solo le scelte altrui, ma anche le conseguenze di queste scelte per cui ricompensare per un buon comportamento o punire per un cattivo comportamento ha conseguenze molto serie perché influenza non solo la persona che viene lodata o punita, ma anche tutte le altre che osservano.
Inoltre gli altri ci influenzano in quanto noi tutti dobbiamo adattarci all’ambiente.
In base alla ” teoria della mente” il nostro cervello è in grado di pensare a quello che pensano gli altri e di adattarsi al pensiero altrui.
La tendenza di applicare la teoria della mente e utile perché ci aiuta a entrare in relazione con gli altri e ha prevedere che cosa faranno le persone e quindi adottiamo decisioni sulla base di queste previsioni. Da considerare che la mente umana non è perfetta per cui a volte aggiungiamo a conclusioni sbagliate.

Altro fattore che influenza le persone portando molte volte conclusioni errate è che il nostro cervello percepisce gli altri come concorrenti quindi codifica i loro errori come una ricompensa per sé e i loro successi come un proprio insuccesso.

CONCLUSIONI: quando siamo di fronte a scelte e azioni altrui dobbiamo stare molto attenti e inoltre dobbiamo essere consapevoli che chiunque può avere una grande influenza su tutti gli altri.


8 Le scelte del gruppo


Idea diffusa e prevalente è che tenendo conto delle opinioni di molte persone e facendone la media si facciano scelte migliori.
Studi dimostrano però che il gruppo è più saggio dell’individuo solo in condizioni molto specifiche:

1 Le opinioni degli individui nella folla devono essere indipendenti l’ una dall’altra .
(Accade però che di fronte a un consenso evidente solo il 30% delle persone esprime un’idea diversa.)

2 Le opinioni delle persone della folla non devono essere viziate sistematicamente.
(Ad esempio mettendo due oggetti uno vicino all’altro la grandezza dell’uno influenzerà la stima dell’altro.)

 Basarsi troppo sull’ opinione della maggioranza può portare a scelte non ottimali.
Ad esempio siamo inclini a pensare che quando cresce una variabile cresce proporzionalmente anche l’altra anche se le due variabili sono in una relazione non lineare o, addirittura, sono legate da proporzionalità inversa.
Consideriamo anche che molto spesso è più importante l’opinione di un esperto, di un professionista, piuttosto che della maggioranza.

CONCLUSIONE; valutare bene perché basarsi troppo sull’ opinione della maggioranza può portare a scelte non ottimali.

CONSIGLIO: per prendere una buona decisione:

1 valutare bene l’argomento e farne una analisi approfondita e mettere per iscritto ciò che abbiamo deciso;

2 aspettare un po’ di tempo e ripetere la stessa azione poi ripeterla ancora dopo un altro po’ di tempo e così via alcune volte.
Alla fine fare una media di tutto ciò che abbiamo scritto.

VOTO:  7,5

LA CHIAVE – THE KEY di: Joe Vitale

 

Breve sintesi di un libro che è manuale di vita quotidiana

Il libro si divide in tre parti:

1.    LA CHIAVE, in cui si parla della legge di attrazione,

2.    I METODI, in cui vengono illustrate le tecniche pratiche per sviluppare la capacità di attrazione,

3.    I MIRACOLI, in cui si parla di avvenimenti realizzati grazie alla legge di attrazione

 

NELLA PRIMA PARTE

I capitolo La chiave l’autore ci indica subito come far funzionare la legge di attrazione.

In pratica 5 passi:

1 capire ciò che non si vuole

2 scegliere ciò che si vuole

3 ripulirsi cioè cancellare i pensieri limitanti e le credenze false

4 sentire ciò che si vuole come già realizzato

5 seguire le ispirazioni inerenti il pensiero desiderio.

 

IIl capitolo ci parla di Come funziona l’universo.

Viviamo in un universo creato dal nostro sistema di credenze e per cambiare i risultati dobbiamo cambiare le nostre credenze inconsce.

Ripulirsi, cioè liberarsi delle credenze limitanti e delle contro intenzioni, è il sistema migliore per attirare ciò che vogliamo.

Per l’autore l’universo è un’immensa Fonte che ci offre tutto ciò che vogliamo e, inoltre, siamo noi ad attirare tutto e a decidere ogni cosa accade nel mondo.

Se Impariamo ad attirare solo ciò che veramente vogliamo possiamo avere tutto.

 

IV capitolo La legge di attrazione.

In breve, la legge di attrazione ci dice che otteniamo ciò a cui pensiamo, che sentiamo e per cui ci emozioniamo di più.

La maggior parte delle persone concentra la mente su ciò che non vuole e il risultato è che ottiene proprio quello.

Tante esperienze negative che abbiamo derivano non solo dal nostro pensiero dettato dal timore, ma anche da esigenze inconscie .

 

V capitolo   niente scappatoie.

Si ribadisce ciò che è stato già detto nel capitolo quarto.

 

VI capitolo necessità dell’azione per raggiungere i desideri.

Per l’autore l’azione non è indispensabile basta la legge di attrazione per realizzare i desideri.

L’ autore aggiunge, però, che l’universo ci ispira e ci manda delle idee che noi dobbiamo realizzare per raggiungere meglio, forse più rapidamente, e con più soddisfazione i desideri che abbiamo espresso.

Ci suggerisce anche di fare attenzione a queste idee ispirazioni che l’universo ci manda e di considerare che più noi facciamo resistenza a dar vita a queste idee più probabilmente queste sono cariche di credenze limitanti e di converso è più importante cercare di realizzarle.

 

VII capitolo come arrivare a un milione di dollari.

Parla dell’importanza della velocità nella realizzazione delle idee ispirazione e dell’importanza dell’ Armonia con gli altri.

Aggiungo che per tutto questo è necessario avere un’ inclinazione d’animo e un atteggiamento benevolo verso il mondo esterno e tutto ciò che ci circonda.

 

IX capitolo la soglia del merito.

L’autore ci dice di liberarci da uno dei pensieri limitanti più diffuso quello di pensare che oltre certi limiti non siamo degni di beneficiare.

 

X capitolo aspettarsi miracoli.

Si apre con la frase: “ Una cosa accade soltanto se ci credi davvero ed è crederci che la fa accadere”  l’autore ci spinge a credere che possiamo realizzare davvero ogni cosa e avere tutto ciò che desideriamo .

 

XI capitolo pensate più in grande.

Lo stesso concetto del cap. 9 viene in pratica ripetuto.

L’ autore suggerisce di:

–     pensare anche agli altri: “Pensate più in grande di quanto abbiate mai pensato e pensate anche agli altri “.  Le intenzioni sono più potenti se includono il bene degli altri. Volete del denaro per voi va benissimo, ma volerlo per voi e per la vostra famiglia è ancora meglio”.

–     Stare nel momento presente cioè gioire del momento presente, apprezzare il momento presente ed esprimere gratitudine per il momento presente.

C’è sempre qualcosa per cui essere grati così come non esiste la felicità perfetta perché ci sarà sempre qualcosa a distrarci così non può esistere l’infelicità totale perché ci sarà sempre qualcosa di cui poter gioire.  Ricorda Primo Levi.

Chi non trova pace dentro di sé non può pensare di trovarla altrove.

Chi non è contento di ciò che ha non potrà essere contento di ciò che avrà.

Fare una lista delle cose di cui essere grati.

 

NELLA SECONDA PARTE

III Capitolo portate alla luce i vostri pensieri.

in questo capitolo si parla dell’importanza di portare alla luce i pensieri limitanti per poi liberarsene. Non è facile per cui l’autore suggerisce di usare un metodo chiamato terapia cognitiva CT.

Questo metodo si basa su cinque passaggi :

1)           identificare i pensieri negativi e disgreganti e scriverli. Ci si accorge che un pensiero è negativo se provoca un cambiamento di umore

2)           analizzare questi pensieri: su un foglio a 3 colonne scrivere nella prima il pensiero limitante nella seconda le prove della verità di questo pensiero nella terza colonna le prove della falsità di questo pensiero

3)           sottoporre il pensiero a nuove verifiche per cui sperimentarne la verità con apposite prove mettendosi in gioco.

4)           vedere la veridicità del pensiero in base alle prove iniziali e alle verifiche successive.

5)           comprendere e far propria l’idea che i pensieri limitanti e negativi sono inutili.

Non perdere tempo a cercare di allontanarli. Significa da loro importanza e di conseguenza trattenerli.  Andranno via da soli.

 

IV Capitolo storie ipnotiche

In questo capitolo l’autore ci parla dell’importanza di leggere libri e storie che ci conducano all’azione e all’ottimismo. L’autore ci porta l’esempio di una storia in cui l’autore spiega di aver sempre cercato vie di fuga dalla realtà. I desideri di conseguenza fino a un certo momento sono sempre stati dettati dalla tristezza della propria situazione e dalla necessità di trovare vie di fuga.

Attraverso il racconto della propria esperienza personale l’autore ci spiega come sia importante godere del presente e cercare con la fantasia le cose che veramente ci farebbero piacere ora.

Agganciare queste cose a ciò che ora ci soddisfa e ci rende felici attirerà la realizzazione dei nostri desideri.

Quando ci diamo da fare per migliorare la nostra realtà ora già stiamo facendo grandi passi per la realizzazione dei nostri desideri.

Invece di creare desideri per fuggire dalla realtà creare amore nella realtà presente.

Creando amore e dando amore alla mia realtà presente creo una realtà che attira sempre più amore e che realizza i miei sogni.

 

V Capitolo  mantra     Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo.

L’autore si concentra soprattutto sulla importanza di dire ti amo.  Sicuramente ripetere il mantra con trasporto ci predispone ad affrontare le cose in modo migliore. Per l’autore ripetere Ti amo Non è solo ripulirsi ma anche mettersi in contatto con l’universo e prepararsi ad accogliere L’abbondanza e la realizzazione dei desideri.

 

VI Capitolo  picchiettare.

Il capitolo suggerisce l’uso di una tecnica chiamata EFT Emotional Freedom Techniques :

Per accertare se abbiamo convinzioni conflittuali con ciò che vogliamo esaminiamo ciò che abbiamo e confrontiamolo con ciò che diciamo di volere.

Se non c’è corrispondenza diciamo che non siamo in armonia con ciò che diciamo di volere.

Per superare questo stato, oltre ad usare le tecniche del picchiettare dobbiamo imparare ad accompagnarle con delle frasi.

Innanzitutto iniziamo a chiudere gli occhi e a chiederci come mi sentirei se avessi quello che voglio poi cerco di sentire la sensazione fisica corrispondente insieme agli eventuali pensieri che si oppongono al riceverla e cerco di valutare il grado di resistenza su una scala da 0 a 10.

Poi picchiettando ci diciamo: anche se penso che per me non vada bene mi amo e mi accetto profondamente e totalmente.

Fare respiri profondi sentire se la resistenza è diminuita e continuare così finché sentite che la desistenza è scomparsa.

Poi stabilire su una scala da 0 a 10 quanto sentiamo di meritare quella certa cosa, ripetere lo stesso esercizio dicendo: anche se non sento di meritare mi amo e mi accetto profondamente e totalmente.

Il metodo è molto efficace anche in associazione con altri metodi.

L’autore lo associa anche al mantra di ho’oponopono e mentre picchietta sui vari punti del corpo ripete : Mi dispiace, Ti Prego Perdonami, Grazie, Ti amo.

 

VII Capitolo  in che modo immaginare per realizzare il desiderio.

Per accelerare la realizzazione attraverso la legge di attrazione è possibile utilizzare l’immaginazione

L’immaginazione da sola però non basta oltre che usare l’immaginazione bisogna sentire cioè provare sentimenti emozioni derivanti dalla realizzazione del desiderio e sentirlo come se fosse già realizzato.

L’autore suggerisce di fare una descrizione del desiderio da realizzare ma di scriverlo anche come se fosse già realmente accaduto come se fosse il diario di fine giornata.

 

IV Capitolo il nostro corpo parla.

Parte I

L’autore in questo capitolo ci spiega che i nostri pensieri, le nostre esperienze, i nostri ricordi e le nostre emozioni pur partendo dalla mente attraversano e si diffondono in tutto il corpo.

Se i pensieri e le emozioni restano bloccati nel sistema energetico delle cellule ciò ci impedisce di realizzare i nostri sogni e anzi queste emozioni bloccate si manifestano come dolore fisico o emozionale o spirituale.

Le energie bloccate nel corpo sono spesso la conseguenza di traumi irrisolti.

L’autore suggerisce due tecniche di liberazione e guarigione.

Si tratta di riconoscere il nostro sistema energetico attraverso le sue espressioni quindi si potrebbe iniziare un dialogo con il nostro corpo del tipo: ciao corpo fammi vedere quello che vuoi farmi vedere io ti ascolto e ti do attenzione. Il corpo dovrebbe rispondere: ah bene eccoti qua!  Ho sentito la tua richiesta alcune cose da farti sapere al riguardo.

L’importante è mettersi in ascolto del proprio corpo e caricare questa predisposizione di perdono e di tutte le migliori intenzioni.

Da qui si può passare alla tecnica vera e propria che consiste da prima nel rilassarsi.

Per rilassarsi e suggerito di mettersi in posizione comoda, magari sdraiati, e fare respiri per 3 minuti respiri profondi di almeno 10 secondi

 

Parte  II

Visualizzando l’aria che entra nei polmoni I polmoni che si gonfiano.

Alla fine di ogni respiro massaggiarsi spalle e collo.

Quindi immaginate una perla che affonda all’interno del nostro corpo lentamente e quando si ferma ha raggiunto il centro del nostro corpo. Da lì dirigerla verso i punti di dolore e mettersi in ascolto.

Chiedere al nostro organo Cosa c’è che non va che ascolto e a questo punto fate attenzione alle risposte che si possono manifestare in modi diversi.

Chiedere a ciò che si osserva perché si trova lì e che cosa vuole dirci. Chiedere da cosa deriva se si tratta di qualche trauma però non bisogna entrare nel trauma. Chiedere in che modo ce ne si può liberare e se c’è qualcosa di preciso che si può fare per liberarsene.

L’autore consiglia di concludere con Mi dispiace Perdonami Grazie Ti amo.

 

Parte III

La seconda tecnica descritta in questo capitolo ci aiuta a liberarci delle storie negative.

Bisogna usare il metodo di osservazione della prima tecnica e quindi entrare in uno stato di rilassamento. Raccontare a noi stessi la nostra storia negativa e quindi con il metodo di prima scoprire la sensazione che produce nel nostro corpo e capire in che punto del corpo si annidano le emozioni negative.

A questo punto dire a noi stessi : Non voglio sentirle più.

Poi chiedersi che cosa voglio sentire e colleghiamoci all’aria del plesso solare e del cuore per capire che cosa vogliamo sentire.

Scopriamo le sensazioni che si producono e cerchiamo di percepirle intensamente.

Ora portarle ad un livello successivo

 

X Capitolo  Messaggio essenziale.

Parte I

In questo capitolo l’autore ci insegna un metodo per ripulirsi.

Se proviamo un sensazione di infelicità non allontaniamola, ma accogliamola.

Lasciamo che persista lasciamo che resti con noi

Descriviamo a noi stessi la sensazione diamole tutta la nostra attenzione e descriviamola: Quanto è grande? Quanto è larga? Quanto è profonda? Che colore ha

 

Parte  II

Non ci sono risposte a queste domande.

La sensazione inizia ad essere meno gradevole e chiediamo alla sensazione cosa vuole dirci.

Chiudiamo gli occhi e concentriamoci sulla sensazione lasciamo che ci parli e possiamo ascoltare le risposte.

A questo punto dice l’autore siamo ripuliti e la sensazione non si ripresenterà. Solo attenzione a non ripetere le stesse esperienze e creare di nuovo le stesse sensazioni.

 

NELLA PARTE TERZA

L’ autore riporta molti aneddoti e storie edificanti.

ATTENZIONE nel capitolo Libertà emozionale al 100% vengono descritte tecniche per liberarsi dai pensieri e dalle emozioni indesiderate. Possono essere utili.

 

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