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Primo articolo AMATAMA

Questo è l’estratto dell’articolo.

 

IL NOSTRO PRIMO ARTICOLO Dà IL BENVENUTO A TUTTI.

BEN INCONTRATI .

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2017 Agosto 15

 

ITALINGLISH: l’Inglese degli Italiani! — GIOVANNI AUGELLO

In uno dei primi articoli che avevo scritto qualche anno fa per il mio blog, avevo affrontato il tema della conoscenza della lingua inglese, giungendo alla conclusione che un uso appropriato di essa si rivela (in specie allorquando si oltrepassano i confini nazionali), uno strumento indispensabile per relazionarci meglio con gli altri, aiutandoci a comprendere […]

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Gli effetti negativi della Brexit sulle donne del Regno Unito. — Il blog di Paola Bocci

Molto è stato scritto sulle conseguenze negative della Brexit in campo economico e politico. Un articolo recente di Giovanna Badalassi per G.I.U.L.I.A, restituisce in sintesi, una ricerca corposa del Parlamento europeo, curata da Mary Honeyball e Hannah Manzur, pubblicata a settembre 2019, che mette in fila le amare conseguenze per le donne, soprattutto le più fragili. […]

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Se l’Occidente lascia Idlib alla Russia e ad Assad, non saranno solo i siriani a pagarne il prezzo — Le Voci della Libertà

Scritto da Labib al-Nahhas De La Ossa e pubblicato il 27 febbraio, 2020 sul Middle East Institute Tradotto da Giovanna De Luca, revisione da Marina Centonze Quando nel 1995, i leader degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Francia decisero di dare il via libera ai serbi bosniaci per entrare a Srebrenica, alcuni di […]

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Donne che corrono coi lupi/ Women who run with the wolves — beyondwtsell

(English version below) Avevo sentito parlare spesso di questo libro di Clarissa Pinkola Estés ma, forse per l’assonanza che rimandava nella mia testa all’uomo che sussurrava ai cavalli e a balla coi lupi, non mi ispirava. Poi in queste festività natalizie ho voluto accingermi alla sua lettura e ho scoperto di essermi fatta un bel […]

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Coronavirus – Le disuguaglianze del sistema sanitario americano mettono a rischio la possibilità di contrastarlo — Vocidallestero

Con l’arrivo dell’emergenza legata al Coronavirus, in Usa vengono al pettine i nodi di un sistema sanitario e di un mondo del lavoro finalizzati all’unico scopo di massimizzare il guadagno degli imprenditori, trascurando massicciamente i diritti anche minimi dei lavoratori. 1.695 altre parole

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LA VIA DELLA BORA.                                      A piedi da Trieste a Cherso .

di :   Paolo Rumiz

La biblioteca del piccolo.  Il piccolo CAI 30 ottobre

 

Il libricino è il primo scritto di Paolo Rumiz che leggo e la mia prima impressione sull’autore è buona.

Sebbene io abbia trovato l’inizio un po’ noioso e scontato in quanto viene utilizzato un capitolo introduttivo in cui è usata la tecnica di far parlare gli oggetti tra di loro e di farli complottare per costringere l’autore ad utilizzarli in una nuova escursione questo pamphelet si è rivelato interessante ed abbastanza coinvolgente.

Io l’ho letto per trovavi un suggerimento e  una guida una prossima passeggiata e in effetti si rivela davvero una guida precisa, condita dal resoconto di viaggio l’autore, dalle sue impressioni e dalle sue riflessioni durante la passeggiata.

La descrizione della vista dalla cima del Monte Zbevnica con l’elenco di una serie interminabile di luoghi dai nomi italiani e slavi e l’entusiasmo per una rosa dei venti perfetta che si può ammirare da lassù sicuramente ci invoglia  a recarci personalmente.

Cosa notevole di questo libricino sono le particolarità che ci fornisce l’autore sia sui luoghi sia di carattere storico-culturale.

A esempio la constatazione ad Erpelle la Slovenia è larga solo 12 km, che sul Carso l’acqua e le persone vanno dove vogliono in quanto non esiste lo spartiacque e il displuvio passa nella depressione di Postumia chiusa da tutti i lati e , ancora il modo di marciare degli antichi greci.

Riporto : “ L’andatura, Luigi diede il tempo con la voce disse che il verso degli antichi era diviso in piedi e che gli antichi spartani viaggiavano seguendo la metrica dei poeti e disse che a seconda delle situazioni e si sceglievano il dattilo, spondeo, il giambo o il trocheo, ma in battaglia il preferito dalle falangi era il martellante anapesto due brevi e una lunga due brevi è una lunga. Lo stesso delle odi barbare del Carducci ripreso in “lavorare stanca “da Pavesi “.

Ho trovato umoristica la definizione dei ciclisti : “ Mangiamosche , non si fermano a mangiare, non comprano niente e non vedono niente”.

Così come la frase passepartout che sulla sul Carso apre molte porte : “Koliko kilometara prve pivo ? ” , Quanti chilometri alla prossima birra?.

Viene anche raccontata una storia stupefacente.

Col passaggio di Trieste all’Italia il punto zero trigonometrico agganciato al livello del mare non fu più calcolato sull’Adriatico settentrionale ma sul Tirreno con punto di riferimento Genova e poiché il mare d’occidente era mediamente più basso di 40 cm rispetto a quello d’oriente il livello reale del mare a Trieste risulta quasi sempre superiore a quello virtuale impostoci dai tirrenici e ciò falsa dalle nostre parti le misure altimetriche.

Calcolate su quello 0 di importazione c’erano sempre 40 cm in meno .

Gli italiani ignoravano che tutto il reticolo delle altimetrie austroungariche era stato costruito proprio a partire dallo zero triestino e per la precisione sul livello del mare nel canale di Ponterosso misurato dai geografi Imperiali.

Non sapevano che l’altezza dei monti transilvani e della Slovacchia dei campanili dell’Ungheria e del Tirolo delle colline della Moravia e delle isole dalmate tutto dipendeva dal mare di Trieste primo porto dell’impero.

Anche dopo il 1918  le tutte nazioni date dalla dissoluzione dell’Austria-Ungheria conservano le trigonometrie Imperiali, tutte salvo L’Italia alla frontiera del’ est, col risultato che oggi dal Lago di Costanza ai Carpazi le altimetrie di mezza Europa sono calcolate su una città che per una beffa del destino non può misurare in modo veritiero nemmeno se stessa.

Solo queste piccole notizie e rendono il libricino meritevole di essere letto e la descrizione dei luoghi sicuramente invoglia la passeggiata.

Voto 8.

L’esercizio fisico può rallentare l’invecchiamento cerebrale di 4 anni — ORME SVELATE

Esercizi frequenti, come camminare, nuotare e ballare, sono stati associati a un minor deterioramento del cervello negli adulti più anziani. L’effetto dell’esercizio negli anziani era pari a quattro anni in meno di invecchiamento del cervello.

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