LA CHIAVE – THE KEY di: Joe Vitale

 

Breve sintesi di un libro che è manuale di vita quotidiana

Il libro si divide in tre parti:

1.    LA CHIAVE, in cui si parla della legge di attrazione,

2.    I METODI, in cui vengono illustrate le tecniche pratiche per sviluppare la capacità di attrazione,

3.    I MIRACOLI, in cui si parla di avvenimenti realizzati grazie alla legge di attrazione

 

NELLA PRIMA PARTE

I capitolo La chiave l’autore ci indica subito come far funzionare la legge di attrazione.

In pratica 5 passi:

1 capire ciò che non si vuole

2 scegliere ciò che si vuole

3 ripulirsi cioè cancellare i pensieri limitanti e le credenze false

4 sentire ciò che si vuole come già realizzato

5 seguire le ispirazioni inerenti il pensiero desiderio.

 

IIl capitolo ci parla di Come funziona l’universo.

Viviamo in un universo creato dal nostro sistema di credenze e per cambiare i risultati dobbiamo cambiare le nostre credenze inconsce.

Ripulirsi, cioè liberarsi delle credenze limitanti e delle contro intenzioni, è il sistema migliore per attirare ciò che vogliamo.

Per l’autore l’universo è un’immensa Fonte che ci offre tutto ciò che vogliamo e, inoltre, siamo noi ad attirare tutto e a decidere ogni cosa accade nel mondo.

Se Impariamo ad attirare solo ciò che veramente vogliamo possiamo avere tutto.

 

IV capitolo La legge di attrazione.

In breve, la legge di attrazione ci dice che otteniamo ciò a cui pensiamo, che sentiamo e per cui ci emozioniamo di più.

La maggior parte delle persone concentra la mente su ciò che non vuole e il risultato è che ottiene proprio quello.

Tante esperienze negative che abbiamo derivano non solo dal nostro pensiero dettato dal timore, ma anche da esigenze inconscie .

 

V capitolo   niente scappatoie.

Si ribadisce ciò che è stato già detto nel capitolo quarto.

 

VI capitolo necessità dell’azione per raggiungere i desideri.

Per l’autore l’azione non è indispensabile basta la legge di attrazione per realizzare i desideri.

L’ autore aggiunge, però, che l’universo ci ispira e ci manda delle idee che noi dobbiamo realizzare per raggiungere meglio, forse più rapidamente, e con più soddisfazione i desideri che abbiamo espresso.

Ci suggerisce anche di fare attenzione a queste idee ispirazioni che l’universo ci manda e di considerare che più noi facciamo resistenza a dar vita a queste idee più probabilmente queste sono cariche di credenze limitanti e di converso è più importante cercare di realizzarle.

 

VII capitolo come arrivare a un milione di dollari.

Parla dell’importanza della velocità nella realizzazione delle idee ispirazione e dell’importanza dell’ Armonia con gli altri.

Aggiungo che per tutto questo è necessario avere un’ inclinazione d’animo e un atteggiamento benevolo verso il mondo esterno e tutto ciò che ci circonda.

 

IX capitolo la soglia del merito.

L’autore ci dice di liberarci da uno dei pensieri limitanti più diffuso quello di pensare che oltre certi limiti non siamo degni di beneficiare.

 

X capitolo aspettarsi miracoli.

Si apre con la frase: “ Una cosa accade soltanto se ci credi davvero ed è crederci che la fa accadere”  l’autore ci spinge a credere che possiamo realizzare davvero ogni cosa e avere tutto ciò che desideriamo .

 

XI capitolo pensate più in grande.

Lo stesso concetto del cap. 9 viene in pratica ripetuto.

L’ autore suggerisce di:

–     pensare anche agli altri: “Pensate più in grande di quanto abbiate mai pensato e pensate anche agli altri “.  Le intenzioni sono più potenti se includono il bene degli altri. Volete del denaro per voi va benissimo, ma volerlo per voi e per la vostra famiglia è ancora meglio”.

–     Stare nel momento presente cioè gioire del momento presente, apprezzare il momento presente ed esprimere gratitudine per il momento presente.

C’è sempre qualcosa per cui essere grati così come non esiste la felicità perfetta perché ci sarà sempre qualcosa a distrarci così non può esistere l’infelicità totale perché ci sarà sempre qualcosa di cui poter gioire.  Ricorda Primo Levi.

Chi non trova pace dentro di sé non può pensare di trovarla altrove.

Chi non è contento di ciò che ha non potrà essere contento di ciò che avrà.

Fare una lista delle cose di cui essere grati.

 

NELLA SECONDA PARTE

III Capitolo portate alla luce i vostri pensieri.

in questo capitolo si parla dell’importanza di portare alla luce i pensieri limitanti per poi liberarsene. Non è facile per cui l’autore suggerisce di usare un metodo chiamato terapia cognitiva CT.

Questo metodo si basa su cinque passaggi :

1)           identificare i pensieri negativi e disgreganti e scriverli. Ci si accorge che un pensiero è negativo se provoca un cambiamento di umore

2)           analizzare questi pensieri: su un foglio a 3 colonne scrivere nella prima il pensiero limitante nella seconda le prove della verità di questo pensiero nella terza colonna le prove della falsità di questo pensiero

3)           sottoporre il pensiero a nuove verifiche per cui sperimentarne la verità con apposite prove mettendosi in gioco.

4)           vedere la veridicità del pensiero in base alle prove iniziali e alle verifiche successive.

5)           comprendere e far propria l’idea che i pensieri limitanti e negativi sono inutili.

Non perdere tempo a cercare di allontanarli. Significa da loro importanza e di conseguenza trattenerli.  Andranno via da soli.

 

IV Capitolo storie ipnotiche

In questo capitolo l’autore ci parla dell’importanza di leggere libri e storie che ci conducano all’azione e all’ottimismo. L’autore ci porta l’esempio di una storia in cui l’autore spiega di aver sempre cercato vie di fuga dalla realtà. I desideri di conseguenza fino a un certo momento sono sempre stati dettati dalla tristezza della propria situazione e dalla necessità di trovare vie di fuga.

Attraverso il racconto della propria esperienza personale l’autore ci spiega come sia importante godere del presente e cercare con la fantasia le cose che veramente ci farebbero piacere ora.

Agganciare queste cose a ciò che ora ci soddisfa e ci rende felici attirerà la realizzazione dei nostri desideri.

Quando ci diamo da fare per migliorare la nostra realtà ora già stiamo facendo grandi passi per la realizzazione dei nostri desideri.

Invece di creare desideri per fuggire dalla realtà creare amore nella realtà presente.

Creando amore e dando amore alla mia realtà presente creo una realtà che attira sempre più amore e che realizza i miei sogni.

 

V Capitolo  mantra     Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo.

L’autore si concentra soprattutto sulla importanza di dire ti amo.  Sicuramente ripetere il mantra con trasporto ci predispone ad affrontare le cose in modo migliore. Per l’autore ripetere Ti amo Non è solo ripulirsi ma anche mettersi in contatto con l’universo e prepararsi ad accogliere L’abbondanza e la realizzazione dei desideri.

 

VI Capitolo  picchiettare.

Il capitolo suggerisce l’uso di una tecnica chiamata EFT Emotional Freedom Techniques :

Per accertare se abbiamo convinzioni conflittuali con ciò che vogliamo esaminiamo ciò che abbiamo e confrontiamolo con ciò che diciamo di volere.

Se non c’è corrispondenza diciamo che non siamo in armonia con ciò che diciamo di volere.

Per superare questo stato, oltre ad usare le tecniche del picchiettare dobbiamo imparare ad accompagnarle con delle frasi.

Innanzitutto iniziamo a chiudere gli occhi e a chiederci come mi sentirei se avessi quello che voglio poi cerco di sentire la sensazione fisica corrispondente insieme agli eventuali pensieri che si oppongono al riceverla e cerco di valutare il grado di resistenza su una scala da 0 a 10.

Poi picchiettando ci diciamo: anche se penso che per me non vada bene mi amo e mi accetto profondamente e totalmente.

Fare respiri profondi sentire se la resistenza è diminuita e continuare così finché sentite che la desistenza è scomparsa.

Poi stabilire su una scala da 0 a 10 quanto sentiamo di meritare quella certa cosa, ripetere lo stesso esercizio dicendo: anche se non sento di meritare mi amo e mi accetto profondamente e totalmente.

Il metodo è molto efficace anche in associazione con altri metodi.

L’autore lo associa anche al mantra di ho’oponopono e mentre picchietta sui vari punti del corpo ripete : Mi dispiace, Ti Prego Perdonami, Grazie, Ti amo.

 

VII Capitolo  in che modo immaginare per realizzare il desiderio.

Per accelerare la realizzazione attraverso la legge di attrazione è possibile utilizzare l’immaginazione

L’immaginazione da sola però non basta oltre che usare l’immaginazione bisogna sentire cioè provare sentimenti emozioni derivanti dalla realizzazione del desiderio e sentirlo come se fosse già realizzato.

L’autore suggerisce di fare una descrizione del desiderio da realizzare ma di scriverlo anche come se fosse già realmente accaduto come se fosse il diario di fine giornata.

 

IV Capitolo il nostro corpo parla.

Parte I

L’autore in questo capitolo ci spiega che i nostri pensieri, le nostre esperienze, i nostri ricordi e le nostre emozioni pur partendo dalla mente attraversano e si diffondono in tutto il corpo.

Se i pensieri e le emozioni restano bloccati nel sistema energetico delle cellule ciò ci impedisce di realizzare i nostri sogni e anzi queste emozioni bloccate si manifestano come dolore fisico o emozionale o spirituale.

Le energie bloccate nel corpo sono spesso la conseguenza di traumi irrisolti.

L’autore suggerisce due tecniche di liberazione e guarigione.

Si tratta di riconoscere il nostro sistema energetico attraverso le sue espressioni quindi si potrebbe iniziare un dialogo con il nostro corpo del tipo: ciao corpo fammi vedere quello che vuoi farmi vedere io ti ascolto e ti do attenzione. Il corpo dovrebbe rispondere: ah bene eccoti qua!  Ho sentito la tua richiesta alcune cose da farti sapere al riguardo.

L’importante è mettersi in ascolto del proprio corpo e caricare questa predisposizione di perdono e di tutte le migliori intenzioni.

Da qui si può passare alla tecnica vera e propria che consiste da prima nel rilassarsi.

Per rilassarsi e suggerito di mettersi in posizione comoda, magari sdraiati, e fare respiri per 3 minuti respiri profondi di almeno 10 secondi

 

Parte  II

Visualizzando l’aria che entra nei polmoni I polmoni che si gonfiano.

Alla fine di ogni respiro massaggiarsi spalle e collo.

Quindi immaginate una perla che affonda all’interno del nostro corpo lentamente e quando si ferma ha raggiunto il centro del nostro corpo. Da lì dirigerla verso i punti di dolore e mettersi in ascolto.

Chiedere al nostro organo Cosa c’è che non va che ascolto e a questo punto fate attenzione alle risposte che si possono manifestare in modi diversi.

Chiedere a ciò che si osserva perché si trova lì e che cosa vuole dirci. Chiedere da cosa deriva se si tratta di qualche trauma però non bisogna entrare nel trauma. Chiedere in che modo ce ne si può liberare e se c’è qualcosa di preciso che si può fare per liberarsene.

L’autore consiglia di concludere con Mi dispiace Perdonami Grazie Ti amo.

 

Parte III

La seconda tecnica descritta in questo capitolo ci aiuta a liberarci delle storie negative.

Bisogna usare il metodo di osservazione della prima tecnica e quindi entrare in uno stato di rilassamento. Raccontare a noi stessi la nostra storia negativa e quindi con il metodo di prima scoprire la sensazione che produce nel nostro corpo e capire in che punto del corpo si annidano le emozioni negative.

A questo punto dire a noi stessi : Non voglio sentirle più.

Poi chiedersi che cosa voglio sentire e colleghiamoci all’aria del plesso solare e del cuore per capire che cosa vogliamo sentire.

Scopriamo le sensazioni che si producono e cerchiamo di percepirle intensamente.

Ora portarle ad un livello successivo

 

X Capitolo  Messaggio essenziale.

Parte I

In questo capitolo l’autore ci insegna un metodo per ripulirsi.

Se proviamo un sensazione di infelicità non allontaniamola, ma accogliamola.

Lasciamo che persista lasciamo che resti con noi

Descriviamo a noi stessi la sensazione diamole tutta la nostra attenzione e descriviamola: Quanto è grande? Quanto è larga? Quanto è profonda? Che colore ha

 

Parte  II

Non ci sono risposte a queste domande.

La sensazione inizia ad essere meno gradevole e chiediamo alla sensazione cosa vuole dirci.

Chiudiamo gli occhi e concentriamoci sulla sensazione lasciamo che ci parli e possiamo ascoltare le risposte.

A questo punto dice l’autore siamo ripuliti e la sensazione non si ripresenterà. Solo attenzione a non ripetere le stesse esperienze e creare di nuovo le stesse sensazioni.

 

NELLA PARTE TERZA

L’ autore riporta molti aneddoti e storie edificanti.

ATTENZIONE nel capitolo Libertà emozionale al 100% vengono descritte tecniche per liberarsi dai pensieri e dalle emozioni indesiderate. Possono essere utili.

 

LA VIA DELLA BORA.                                      A piedi da Trieste a Cherso .

di :   Paolo Rumiz

La biblioteca del piccolo.  Il piccolo CAI 30 ottobre

 

Il libricino è il primo scritto di Paolo Rumiz che leggo e la mia prima impressione sull’autore è buona.

Sebbene io abbia trovato l’inizio un po’ noioso e scontato in quanto viene utilizzato un capitolo introduttivo in cui è usata la tecnica di far parlare gli oggetti tra di loro e di farli complottare per costringere l’autore ad utilizzarli in una nuova escursione questo pamphelet si è rivelato interessante ed abbastanza coinvolgente.

Io l’ho letto per trovavi un suggerimento e  una guida una prossima passeggiata e in effetti si rivela davvero una guida precisa, condita dal resoconto di viaggio l’autore, dalle sue impressioni e dalle sue riflessioni durante la passeggiata.

La descrizione della vista dalla cima del Monte Zbevnica con l’elenco di una serie interminabile di luoghi dai nomi italiani e slavi e l’entusiasmo per una rosa dei venti perfetta che si può ammirare da lassù sicuramente ci invoglia  a recarci personalmente.

Cosa notevole di questo libricino sono le particolarità che ci fornisce l’autore sia sui luoghi sia di carattere storico-culturale.

A esempio la constatazione ad Erpelle la Slovenia è larga solo 12 km, che sul Carso l’acqua e le persone vanno dove vogliono in quanto non esiste lo spartiacque e il displuvio passa nella depressione di Postumia chiusa da tutti i lati e , ancora il modo di marciare degli antichi greci.

Riporto : “ L’andatura, Luigi diede il tempo con la voce disse che il verso degli antichi era diviso in piedi e che gli antichi spartani viaggiavano seguendo la metrica dei poeti e disse che a seconda delle situazioni e si sceglievano il dattilo, spondeo, il giambo o il trocheo, ma in battaglia il preferito dalle falangi era il martellante anapesto due brevi e una lunga due brevi è una lunga. Lo stesso delle odi barbare del Carducci ripreso in “lavorare stanca “da Pavesi “.

Ho trovato umoristica la definizione dei ciclisti : “ Mangiamosche , non si fermano a mangiare, non comprano niente e non vedono niente”.

Così come la frase passepartout che sulla sul Carso apre molte porte : “Koliko kilometara prve pivo ? ” , Quanti chilometri alla prossima birra?.

Viene anche raccontata una storia stupefacente.

Col passaggio di Trieste all’Italia il punto zero trigonometrico agganciato al livello del mare non fu più calcolato sull’Adriatico settentrionale ma sul Tirreno con punto di riferimento Genova e poiché il mare d’occidente era mediamente più basso di 40 cm rispetto a quello d’oriente il livello reale del mare a Trieste risulta quasi sempre superiore a quello virtuale impostoci dai tirrenici e ciò falsa dalle nostre parti le misure altimetriche.

Calcolate su quello 0 di importazione c’erano sempre 40 cm in meno .

Gli italiani ignoravano che tutto il reticolo delle altimetrie austroungariche era stato costruito proprio a partire dallo zero triestino e per la precisione sul livello del mare nel canale di Ponterosso misurato dai geografi Imperiali.

Non sapevano che l’altezza dei monti transilvani e della Slovacchia dei campanili dell’Ungheria e del Tirolo delle colline della Moravia e delle isole dalmate tutto dipendeva dal mare di Trieste primo porto dell’impero.

Anche dopo il 1918  le tutte nazioni date dalla dissoluzione dell’Austria-Ungheria conservano le trigonometrie Imperiali, tutte salvo L’Italia alla frontiera del’ est, col risultato che oggi dal Lago di Costanza ai Carpazi le altimetrie di mezza Europa sono calcolate su una città che per una beffa del destino non può misurare in modo veritiero nemmeno se stessa.

Solo queste piccole notizie e rendono il libricino meritevole di essere letto e la descrizione dei luoghi sicuramente invoglia la passeggiata.

Voto 8.

POCO O NIENTE. ERAVAMO POVERI TORNEREMO POVERI. di: Giampaolo Pansa – Ed. Rizzoli, 2011

Pansa

Libro molto interessante è scritto intelligentemente.

L’autore attraverso la storia dei suoi nonni e poi dei suoi genitori racconta la società italiana dalla fine dell’800 alla prima metà del 900.

In particolare ci descrive la vita a Caresana cittadina di nascita del nonno e poi a Casal Monferrato città dei suoi genitori.

Il libro inizia con la parola crudele e in effetti descrive in modo realistico come si volgeva la vita alla fine dell’ Ottocento nella provincia piemontese.

Lo stato di miseria sofferto da gran parte della popolazione, la descrizione dell’organizzazione sociale della vita nelle campagne, la spiegazione della mentalità delle persone appartenenti alle diverse classi sociali e degli effettivi rapporti di convivenza tra queste, tutto questo è un raccontato in modo semplice e lucido lasciandoci tristi e commiserevoli per delle persone vissute in un’ epoca storica vicinissima alla nostra.

Lascia stupefatti la crudeltà e l’indifferenza delle classi soltanto un po’ più benestanti rispetto ai miserabili e, soprattutto, lascia stupefatti come fosse possibile approfittarsi delle persone più misere in modo anche estremo e senza nessuna limitazione proprio per lo stato di miseria in cui si trovavano.

Il libro è anche ben farcito di storie di personaggi dell’epoca: donne che per miseria si davano alla prostituzione, notabili e personaggi di Casal Monferrato.

Interessante è la descrizione il racconto del biennio rosso 1919-1920 degli scioperi della speranza di istituire anche attraverso la rivoluzione uno stato socialista di preparare e della contro risposta della borghesia attuata soprattutto attraverso il fascismo.

Per l’ autore entrambi i movimenti affondano le origini nella Grande Guerra che ha accomunato le masse lasciando, a vittoria avvenuta, da un lato i proletari miseri, senza speranza, ma con la consapevolezza di essere stati defraudati dei benefici della vittoria e allo stesso tempo con la consapevolezza di costituire una forza politica e d’altro lato la borghesia spaventata da questa forza nascente e che incanala i reduci piccolo borghesi nazionalisti, insoddisfatti della vittoria mutilata e inclini alla violenza e contro la sovversione bolscevica.

Interessante è anche l’opinione dell’autore su come sia stato possibile che il fascismo abbia preso il sopravvento a Casale Monferrato e del perché il fascismo abbia poi prevalso in Italia: erano giovani, ex combattenti, senza scrupoli, odiavano gli avversari e, soprattutto, i fascisti si erano scelti la parte di chi attacca, mentre i comunisti stavano nella scomoda posizione di chi deve difendersi. (PAG. 269)

Sul piano storico, secondo l’autore, il comunismo è fallito perché è una ideologia senza futuro e almeno in Italia il comunismo è fallito di fronte al fascismo che a sua volta è una ideologia senza futuro a sua volta fallito di fronte alla democrazia capitalista unica ideologia che attualmente si è dimostrata ancora in grado di sopravvivere. (PAG. 255)

Impietoso il giudizio sui miliziani politici la nonna afferma:” I rossi non sono diversi dai neri che hanno mandato a ramengo. Pensano solo agli interessi della loro ditta e alla carriera che sperano di fare. Se ci fossero già stati comunisti e socialisti quando ero vedova disperata senza un soldo e con sei bambini da crescere sarei morta di fame perché da loro non avrei ricevuto neppure un soldo bucato ma soltanto parole a vuoto.” (PAG 246) , mentre il padre considera che i miliziani politici sono per natura crudeli in quanto a differenza dei mercenari si sono scelti il credo per cui combattere, in cui identificarsi, che perciò deve vincere ad agni costo su nemici che non meritano nessuna considerazione e nessuna pietà.

Aspettarsi pietà da un miliziano politico è un controsenso.

Le vicende dei familiari dell’autore filo rosso di tutto il racconto ci trasmettono sempre un velo di malinconia e toccanti sono i giudizi e le opinioni della nonna e del padre da cui si rileva sia la saggezza delle persone umili sia la reale condizione di vita de quel periodo.

Il libro è notevole, e vale la pena di essere letto, sicuramente ci spinge ad approfondire la storia di quel periodo e alla riflessione sulle condizioni sociali anche della nostra epoca e sulle azioni degli individui di fronte alle situazioni di ristrettezza.

Si rimprovera all’autore, che è un giornalista, proprio lo stile tipico della cronaca anche se come già detto non mancano i momenti in cui ci si emoziona.

Voto : 8

 

Frasi singolari e libri consigliati:

Proverbio monferrino : il soldo è il secondo sangue.  PAG. 94

Ero tanto povera da non avere un centesimo per far cantare un cieco. PAG. 94

  • Non serve a niente lamentarsi perché le geremiadi non interessano a nessuno.
  • Pazienza e tenacia: le disgrazie arrivano a cavallo e se ne vanno a piedi.
  • Per dar da mangiare ai figli avrebbe dovuto digiunare PAG 94

La roba dei campi è di Dio e dei Santi. Ossia appartiene a chi la prende, se lo fa per bisogno. PAG 94

Uno che sa metter il ciapin alle mosche.  Ciapin = ferro di cavallo. PAG 102

I mestieri non si imparano si rubano. PAG 103

Non montarti mai la testa. I primi passi di un mestiere sono i più importanti. Bisogna farli con diligenza e modestia. Se li sbagli sei destinato a diventare un fallito. PAG 104

Ogni buco trova una chiave. PAG 152

La guerra si chiama guerra e a chi non scappa lo sotterra. PAG 190

Ritirata di Caporetto secondo gen. Capello: Un fenomeno grandioso di apatia, quasi di tranquillità indifferente di attesa di un destino inevitabile. PAG 221

Il più forte non ha mai torto. PAG 254

Presupposti dell’aviazione: costanza tecnica, pignoleria, serietà. Virtù che oggi si compendiano con il nome di professionalità. PAG 231

Ogni spinta genera sempre una controspinta.

Le avversità si possono superare se possiedi una testardaggine allegra. PAG 273

 

Arrigo Salpieri LA GUERRA E LE CLASSI RURALI ITALIANE Laterza 1930

Giuseppina Fois STORIA DELLA BRIGATA SASSARI Gallizzi 1981

Curzio Malaparte LA RIVOLTA DEI SANTI MALEDETTI,

Valerio Castronovo IL PIEMONTE Einaudi 1977

Richard Collier L’ INFLUENZA CHE SCONVOLSE IL MONDO Mursia 1980.

G. Pansa ROMANZO DI UN INGENUO Sperling 2000

MIDDLE ENGLAND di: Jonathan COE

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Per chi come me inizia a leggere questo libro basandosi sulla presentazione rimane deluso.

Ci si aspetta infatti di trovare una descrizione della società inglese e in particolare della classe media magari di provincia attraverso un racconto umoristico.

Purtroppo il libro non è nulla di tutto questo.

Io non vi ho trovato nulla di umoristico e faccio difficoltà a trovare una descrizione della borghesia inglese .

Si parla di una famiglia anzi il libro racconta le storie di alcuni personaggi appartenenti alla stessa famiglia. Il padre disilluso che vive in isolamento con l’ambizione di pubblicare un grande libro.

La figlia insegnante universitaria che sposa per amore un insegnante di scuola guida che sicuramente non è e non proviene da una famiglia di intellettuali .

Intorno a loro molti altri personaggi minori con le loro storie.

È chiaro trattandosi di un romanzo contemporaneo fa riferimento ad avvenimenti attuali all’interno della società inglese e la per forza di cose attraverso i personaggi emergono alcuni tipi di mentalità e modalità di comportamento in Inghilterra nel periodo precedente ed immediatamente successivo al referendum sulla Brexit.

Certo sorprende rilevare l’importanza del politicamente corretto nella società inglese e di come si sia talmente radicato in essa da essere distorto e da diventare per buona parte della popolazione un peso, anzi, a volte, un elemento per giustificare scorrettezze verso i britannici doc.

Il libro riporta dell’esistenza di un sentimento razzista strisciante nelle classi medie e popolari inglesi e sorprende rilevare che anche in Inghilterra vi sono episodi di razzismo.

Tutto questo all’interno del romanzo emerge in modo occasionale e frammentario non dà l’idea di cosa sia oggi la società inglese del perché buona parte della popolazione sia favorevole alla Brexit e quali sentimenti e opinioni sì agitano al suo interno.

Anche la prosa del libro sicuramente chiara non è però coinvolgente cosa che oggi con l’inflazione di romanzi esistente deve essere  fondamentale.

Sono comunque riuscito ad arrivare alla fine e la seconda parte del libro è più piacevole.

Voto 4.

IL MONDO È BELLO E FEROCE Di : ANDREI PLATONOV

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Il libro è stato consigliato da Mauro Corona durante una trasmissione televisiva in cui era ospite di Bianca Berlinguer ed in un battibecco con la giornalista diceva di aver scritto qualche libro di poca importanza ma di averne letti molti e alcuni di grande importanza.

“Il mondo è bello e feroce, legga il mondo è bello e feroce di Andrej Platonov” gridava Mario Corona.

Annotatomi il titolo e l’autore appena ho potuto, quasi un anno dopo questa trasmissione, ho trovato il libro e l’ho letto.

Mi aspettavo un romanzo di ampio respiro con descrizioni di grandi paesaggi naturali, di narrazione di vicende di carattere epocale con personaggi d’ azioni e sentimenti di opposti estremi.

Pur trovandomi di fronte a tutt’altro genere di libro, una raccolta di novelle, l’aspettativa non è stata delusa.

La verità di come il mondo sia bello e feroce viene trasmessa non in quanto nelle novelle vi siano descrizioni di situazioni e stati d’animo antitetici, ma dal realismo con cui le storie sono raccontate e dalla raffigurazione degli stati d’animo dei personaggi.

I protagonisti infatti pur trovandosi sempre in ambienti aspri, ostili, in condizioni penose conservano sempre un animo fiero pronto sia ad adattarsi sia a combattere contro le circostanze.

In tutti i racconti si sente sempre la vittoria della speranza di un futuro migliore e soprattutto il trionfo della dignità umana.

Mi hanno colpito soprattutto alcune novelle.

 

“La maestra del deserto” in cui una ragazza bella intraprende la carriera scolastica con entusiasmo, poi si diploma maestra e viene mandata ad insegnare in un villaggio lontano ai confini del deserto.

Qui resasi conto delle condizioni in cui versa la popolazione dopo un primo periodo di adattamento decide di insegnare alla popolazione come coltivare e irrigare in modo da limitare la desertificazione.

Il successo della sua azione viene però annullato dall’arrivo nel villaggio di un grande gruppo di nomadi che depredano tutto.

La maestra quindi si rivolge ai suoi superiori alle autorità chiedendo di intervenire ed in risposta viene mandata in un altro villaggio nel deserto ancora più lontano.

Quella che sembra una punizione è in effetti una promozione è la sfida a fare ancora meglio il proprio lavoro per persone più bisognose.

Si resta ammirati dall’orgoglio con cui la maestra accetta la sfida dell’incarico.

 

“Takyr” novella ambientata nel deserto del Turkmenistan tra nomadi pastori e predoni.

Si narra della condizione di schiavitù di una ragazza che poi diventa madre e della figlia che, a sua volta schiava, cresce in questo ambiente.

Quest’ultima trova la forza ed ha la fortuna di poterne uscire incontrando l’amore.

La storia si sviluppa in un contesto in cui la povertà, l’arretratezza e la brutalità vengono illustrate con crudo realismo. Colpiscono i caratteri dei personaggi l’egoismo, l’orgoglio e soprattutto la fierezza.

 

“Il temporale” in cui la furia della tempesta viene descritta magistralmente tanto da farci spaventare. Al contempo, come contrapposizione, vi è la fanciullesca ingenuità dei bambini e la deprecabile superficialità degli adulti. Superficialità che in un mondo bello e feroce non può esistere tant’è che viene punita.

” Afrodite” il trionfo dell’amore che continua nonostante il distacco che continua nonostante l’evidenza della scomparsa della donna amata.

È notevole come nella novella sì esalti, venga trasmesso e si riesca veramente a provare entusiasmo per la nascente società comunista attraverso i sentimenti del protagonista che si sente attore partecipe della fondazione di un nuovo percorso storico di una nuova era dell’umanità

“Il ritorno ” in cui il desiderio di casa di famiglia di tranquillità si contrappone all’ asprezza della povertà, alla delusione e alla rabbia per la nuova realtà familiare in cui si fa ritorno.

Anche in questa novella nonostante la miseria materiale e umana che viene descritta alla fine si avverte che non è il senso del dovere ma il sentimento d’amore per i figli e per la famiglia a prevalere per ricondurci ad una vita migliore.

 

Il libro vale la pena di essere letto, anche se fuori moda, l’autore è sicuramente notevole non solo per la sua capacità di trasmettere sensazioni e stati d’animo ma soprattutto per la sua capacità di farci provare le stesse passioni e gli stessi pensieri dei personaggi.

 

Voto 8 e 1/2.

 

IL SEGRETO DELLA MEMORIA. COME ALLENARE IL NOSTRO CERVELLO PER RICORDARE TUTTO CIOˋ CHE CI SERVE. ————— Di: Nikolai Boris KONRAD. ED. CORBACCIO

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Ho  iniziato la lettura  alla ricerca esercizi e metodi per potenziare la memoria e questo  libro, purtroppo, risponde solo in parte alle mie aspettative.

Infatti, sebbene si riveli sempre interessante, l’ autore , nella prima parte, si dilunga molto  sul funzionamento del cervello delle sue modalità operative da cui derivano alcuni effetti interessanti.

L’effetto COCKTAIL                                                                                                              secondo il quale partendo dall’esperienza che ad una festa con molto rumore e suono ad alto volume durante la conversazione con qualcuno non avvertiamo i rumori che ci circondano ma nel momento in cui qualcun altro pronuncia il nostro nome noi ci giriamo e stiamo attenti.

Da questo comprendiamo che ogni cosa viene registrata ma ben poco viene memorizzato e ciò che viene memorizzato spesso si limita alla memoria di breve periodo.

L’ effetto PRIMING                                                                                                          es. Atalanta di Bergamo: Ponendo che si parli di questa squadra di calcio o semplicemente qualcuno ne accenni sicuramente se poco più tardi dovessero chiederci il nome di una città lombarda risponderemmo Bergamo.                                                                                                                                es. Cosa beve la mucca? Siamo talmente abituati ad associare il latte alla mucca da trovare automatico rispondere latte e non acqua.

Come già detto la prima parte è interessante, ma eccessivamente lunga anche se poi ci porta ad osservazioni  e  a conclusioni degne di nota e in alcuni casi inaspettate.

  • Non è dimostrato che sia possibile aumentare le nostre capacità mnemoniche.
  • Viene ricordato che la memoria non è un disco rigido su cui vengono incise tutte le sensazioni che proviamo e le esperienze fatte, ma che il cervello avverte tutto in millesimi di secondo regista ogni cosa che il nostro corpo può avvertire e allo stesso tempo elimina ciò che non reputa utile.
  • Bisogna sempre tener presente che i ricordi vengono immagazzinati per la nostra utilità quindi nel caso in cui la realtà cambi è probabile che il nostro cervello rielabori i ricordi e ce li restituisca falsati rispetto a quanto realmente accaduto.

Vedi i capitoli che parlano delle possibilità di errore dei testimoni e di come spesso i loro ricordi sono condizionati e rielaborati per le domande poste durante l’interrogatorio.

  • La memoria a breve ha una durata di 30 secondi massimo 2 minuti basti pensare a quando mettiamo un numero di telefono a mente per comporlo.

La memoria a breve è detta anche memoria di lavoro e non solo dura poco ma immagazzina anche poco in una persona normale 7 dati.

C’è da chiarire però che la memoria a breve non conserva cifre ma blocchi di memoria detti Chuck esempio una data importante già contiene 8 cifre e si ricorda facilmente.

Per memorizzare catene di cifre più lunghe si può usare il trucco di ripetere le prime 5 cifre e cercare di avere memoria visiva delle successive.

PER TENERSI IN FORMA  : PER TUTTI I METODI SERVE ALLENAMENTO E COSTANZA.

 PER RECUPERARE QUALCOSA CHE NON SI RICORDA  non concentrarsi sulla mancanza del ricordo, ma passare al vaglio le varie soluzioni.

PER IMPARARE E STUDIARE è importante non solo ripetere ciò che si è appreso, ma anche riflettere sull’importanza dell’ argomento e ripassare più volte.

Si consiglia 5 volte : dopo un’ ora, dopo un dí, dopo una settimana, dopo un mese, dopo sei mesi.

Di cosa ha bisogno il cervello per imparare?

Ha bisogno di motivazione di attenzione di emozioni.

 Inoltre abbiamo bisogno di Ossigeno, Acqua, Carboidrati, Grassi Sani e Aminoacidi in dosi sufficienti e da fonti diverse.

Esercizio fisico, Mangiare sano e Bere molto

LE TECNICHE DI MEMORIA

cercano di collegare a ciò che si deve ricordare immagini o sensazioni legate alla nostra memoria storica o episodica o a immagini notevoli e in movimento.

Le tecniche di memoria ci spingono a pensare per immagini vive in movimento che riescono anche ad emozionarci.

Secondo l’autore non è dimostrato che si riesca a si migliorare la memoria, ma il cervello nel suo complesso si mantiene in forma e all’ occorrenza le tecniche ritornano utili in caso di bisogno.

  • METODO DELLA PAROLA CHIAVE

Alla parola bisogna collegare una immagine e all’immagine un suono simile e che si possa collegare visivamente all’immagine poi viene associata una parola.

Esempio : ma con gran pena le reti cala giù

  • METODO DEL RACCONTO.

È possibile collegare concetti tra loro immaginando una storia.

È importante immaginare la storia con cura.

Meglio se si riesce anche a visualizzarla.

  • METODO DEL PERCORSO O TECNICA DEI LOCI.

Consiste nell’individuare dei punti lungo un percorso noto e associare a questi punti le cose da ricordare.

L’autore consiglia di individuare nella propria abitazione 50 punti , magari aggiungo io, suddividendoli in blocchi di stanza in stanza.

Di quando in quando ripassare i punti ed esercitarsi.

  • METODO PER I NUMERI

Il metodo ha 2 versioni:

una in forma più semplice consiste nell’ associare ad una cifra un immagine esempio alla cifra 1 associo una candela alla cifra 2 associo un dado alla cifra 3 associo un forcone così per ricordare il numero 231 immagino un dado un forcone una candela e magari costruirò la storia : dopo aver giocato a dadi il contadino ha perso e insegue il vincitore con il forcone ma la persona si rifugia nel pagliaio a cui viene dato fuoco con una candela.

altra forma consiste nell’ associare ad una cifra una lettera o più lettere esempio (consonanti non vocali ) es  :

1 → N H                              6 → G  K

2 → B  P                               7 →  L

3 → C Q                                8 →  M

4 → D T                                9 →  S W X Y

5 → F V                                0 →   Z R

ed a comporre parole es.: MI FA CARO E MI SUONA →  8530891 e ad associare le parole al numero.

  • METODO PER I NOMI DELLE PERSONE.

Consiste nel capire bene il nome della persona e come si scrive.

Associare alle caratteristiche del nome caratteristiche della persona.

Possiamo suddividere i cognomi in categorie colori, mestieri ,  luoghi ed associare le persone al nome e cognome.

 

Libro interessante, utile, parzialmente rispondente alle aspettative.

Voto 6

Continua a leggere “IL SEGRETO DELLA MEMORIA. COME ALLENARE IL NOSTRO CERVELLO PER RICORDARE TUTTO CIOˋ CHE CI SERVE. ————— Di: Nikolai Boris KONRAD. ED. CORBACCIO”

YIDDISH

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YIDDISH Ascesa e caduta di una nazione di Paul Kriwaczek  .

Libro lungo 500 pagine circa.
Il libro parte dalla diaspora e segue il percorso del popolo ebraico fino alla nascita della nazione yiddish.
Illustra  bene le varie fasi di sviluppo e il suo radicarsi, l’ascesa e quindi il declino fino alla scomparsa.
Il libro è scritto da un esponente del popolo yiddish , ma pur essendo di parte l’autore illustra attraverso un’ approfondita ricerca la storia e la cultura di questo popolo.
Credo anche che sia proprio il senso di appartenenza dell’autore e il desiderio di voler spiegare bene le vicende del popolo yiddish  a rendere il libro interessante.
Talvolta l’autore si dilunga in descrizioni di luoghi e situazioni di cui non sempre è evidente la correlazione con ‘ oggetto della storia raccontata col rischio di sembrare noioso.
L’opera però è ampia, sempre interessante con il pregio dare la conoscenza  di una Europa in cui gli avvenimenti così come tante vicissitudini di un luogo vanno ad incidere in modo significativo sulla storia e sulle condizioni di altri popoli magari lontani.
Si ha una visione della storia europea sicuramente sotto il punto di vista di chi la storia la subisce.
Viene spiegato molto bene l’evolversi della presenza e della condizione ebraica nei paesi in cui si è sviluppata la presenza del popolo yiddish nonché la società la sua struttura le divisioni interne e i rapporti con l’esterno.
Rendere più agevole la lettura la presenza di ritratti di personaggi autorevoli o emblematici che ci permettono di farci conoscere più da vicino la vita  del popolo yiddish e  la nascita dell’apporto culturale che questo ha portato all’Europa.
Tutto questo ovviamente ci incuriosisce e ci spinge ad approfondire magari con altre letture tanti argomenti trattati.
Nota di rilievo il libro è molto ben documentato ed ha una ricca bibliografia.
Voto 8